Nouvelles d'Emmanuel Blas

Sable - version italienne (sabbia)

L'anthologie de Intramel est une initiative d'un groupe de jeunes traducteurs italiens. Ils participent ensemble à la création d'une anthologie de nouvelles étrangères inédites qui seront traduites en italien par les traducteurs mêmes, après une attentive évaluation par le “comité de lecteurs” pour en juger la qualité. Toutes les nouvelles traduites seront ensuite publiées en Italie sur papier ou sur le web.

Traduzione di Floriana Figura  | Site de la traductrice | Site du Lanternino


           
Appoggiò la bicicletta al muretto e continuò a camminare a piedi. Era tutto cambiato. Del suo paese restava solo sabbia, un immenso deserto a perdita d'occhio. Il ciclista avanzò a bocca aperta poi, ritornando in sè, cercò una traccia, una spiegazione, ma c'era solo sabbia.

Avrebbe voluto salire in sella per andare a cercare più lontano, ma la bicicletta era sparita, insieme al muretto. Non credeva ai suoi occhi. Il suo mondo era appena scomparso, così come la sua vita. Qualcuno o qualcosa gli aveva tolto tutto… la moglie, i figli, gli amici… tutto… Non aveva nulla. Rise… era tutto così assurdo… Non poteva essere vero… Queste cose non accadono mai… Appena il tempo di fare un giro in bicicletta e tutto scompare per essere sostituito dalla sabbia… No, non poteva essere vero… Ma perchè? Il ciclista smise di ridere… un brivido salì lungo la schiena… il vento si alzò.

All'improvviso ebbe paura… sua moglie, i suoi figli… dov'erano? Iniziò a correre gridando il loro nome… Doveva trovarli! E se fossero morti? Uccisi da chi aveva ridotto in sabbia il suo paese… o forse rapiti… ma come fare a trovarli in questo immenso deserto? Li chiamò ancora urlando, ma non udì alcun suono di risposta. E se fossero sepolti sotto la sabbia? Il ciclista si fermò, si inginocchiò e cominciò a scavare nella sabbia. Prima con le mani, poi aiutandosi con una scarpa. Ma pochi istanti dopo, si rese conto dell'assurdità di quei gesti … Dov'erano allora? Riprese a correre. La fatica cominciò a farsi sentire … Il suo respiro era sempre più affannoso … non ce la faceva più … Tutti quegli sforzi per nulla … Dov'erano finiti sua moglie, i suoi figli? Sfinito e sconvolto, immaginò scene terribili in cui i suoi figli venivano fatti a pezzi, sua moglie violentata… era confuso… Goccioline di sudore scendevano dalla fronte… si lasciò cadere, esausto… Riprese a respirare normalmente, doveva calmarsi e analizzare la situazione … Doveva per forza esserci una spiegazione logica.

Si sedette. Cominciò a parlare da solo, per farsi compagnia. Ricordò ogni cosa, dal momento in cui era partito al numero di automobili che lo avevano sorpassato sulla strada di ritorno … ogni minimo dettaglio… Si ricordò di quel camion che stava quasi per investirlo … Non era la prima volta che un tir gli giocava un brutto scherzo, ma quella fu proprio l'ultima volta. Per fortuna, era ancora vivo. Ad un tratto si guardò intorno. Tutta quella sabbia, quella calma, quel silenzio, quella solitudine. Ripensò al camion… e capì.

Adesso sapeva dove si trovavano sua moglie e i suoi figli. Erano a casa che lo aspettavano, iniziando a preoccuparsi. O forse avevano già saputo. "Signora, dobbiamo darle una brutta notizia…". Lei non si sarebbe trattenuta dallo scoppiare in singhiozzi oppure, in questo caso, avrebbe fatto finta di niente per non spaventare i gemelli. "Papà è partito per un lungo viaggio". Un viaggio eterno dove le donne e i bambini non possono andare, dove la solitudine è l'unica autorizzata a tenerti compagnia.

Il ciclista iniziò a camminare. Pensò a tutti i bei momenti che non avrebbe mai più vissuto. Al loro primo bacio sotto la pioggia, alla complicità, alla gioia, all'amore… Pensò alla nascita dei loro figli, ai giochi infantili coi peluche, ai primi passi, alle prime parole, alle tenere risate, a tutti e tre. Ripeté a se stesso che anche per loro la vita era stata spezzata… perlomeno per un pò di tempo… forse lei si sarebbe risposata, i suoi figli avrebbero avuto un nuovo padre, d'altronde, i gemelli avevano solo cinque anni… Si sarebbero ricordati di lui da lì a qualche anno? Probabilmente no… e lei? si sarebbe ricordata della felicità dei primi tempi, di quella lunga serata invernale in cui avevano fatto l'amore per la prima volta, del loro matrimonio? Probabilmente no. Magari tra qualche anno si sarebbe risposata… avrebbe avuto altri figli… sarebbe stata di nuovo felice… di lui avrebbe conservato solo alcune foto, costretta a buttarle perchè l'altro sarebbe stato geloso…

Riprese a correre… correre per dimenticare… stava troppo male… ma più correva e più soffriva… più le immagini scorrevano. Si fermò di scatto e si mise a urlare. Perchè togliergli la vita così presto? Era tutto così perfetto sulla Terra… una moglie, due figli, un buon lavoro, dei buoi amici… perchè allora? Si ha diritto solo ad un breve attimo di felicità sulla Terra? e poi, trascorso questo lasso di tempo, unica direzione il deserto. Avrebbe tanto voluto avere una seconda possibilità, ma la morte, al contrario della vita, non ne dà. Era condannato a vagare in quel deserto con i suoi rimpianti e la sua solitudine.

Si distese sulla sabbia e rimase lì, immobile. Passarono i minuti, le ore… Che importanza aveva… un'ultima prova gli confermò che era morto: il sole non si muoveva. Il ciclista contemplò il cielo blu… Ecco, disse, lo sapevo… Né inferno, né paradiso… né angeli né diavoli… Nulla… La morte non è altro che un vuoto immenso… Raccolse un pugno di sabbia che scivolò via per ritornare da dove era venuta… L'aria era calda ma non afosa… Strano per un deserto… Il ciclista si alzò, mise le mani in tasca e cominciò a camminare… la testa bassa, il passo lento… cos'altro doveva fare?

FINE
©  Emmanuel BLAS,1995



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